JUNKSPACE mutazioni sul territorio aquilano

Sabato 23 ottobre, h. 18 | s.t. foto libreria galleria, Via degli Ombrellari 25, Roma

JUNKSPACE mutazioni sul territorio aquilano, SLIDESHOW e DIBATTITO

fotografie di:
Francesca De Rubeis, Marco D’Antonio, Gianni Berengo Gardin, Martino Lombezzi, Sergio Maritato, Antonello Mazzei, Christian Nuvolone, Massimo Siragusa, Giorgio Stockel, Marco Zanta, Antonio Di Cecco
intervengono:
Laura Moro, direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Sabrina Pisu, giornalista e co-autrice del volume “L’Aquila 2010. Il miracolo che non c’è” (Alberto Castelvecchi Editore), Giorgio Stockel, architetto Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni – La Sapienza Università di Roma

In occasione della chiusura della mostra di Antonio Di Cecco ‘JUNKSPACE. Uno sguardo sul territorio aquilano’, s.t. foto libreria galleria presenta lo slide show ‘JUNKSPACE. Mutazioni del territorio aquilano’ formato dalla selezione dei lavori di un nutrito numero di fotografi che continuano a raccontare la mutazione del territorio della città de L’Aquila.

Prendendo spunto dal reportage sul piano C.a.s.e. realizzato da Antonio Di Cecco – visibile da s.t. fino al 24 ottobre  – lo slide show ed il dibattito ad esso legato intendono stimolare una riflessione collettiva sulle potenzialità della fotografia nel mantenere l’attenzione sul deterioramento urbano e sociale del territorio aquilano. Un deterioramento che prosegue lento ma inarrestabile e che ha visto la sua principale causa nel decentramento degli abitanti in micro insediamenti sparsi sul territorio limitrofo alla città. Così il nuovo disordine urbanistico si traduce in disordine identitario; l’abbandono forzato di un luogo verso un “provvisorio” spazio (surrogato di città) asettico ed anonimo indebolisce la comunità rendendo difficoltosa, se non impossibile, la ri-costituzione della società. La sovrapposizione mentale dell’immagine del reale con quella della memoria determina la sempre crescente necessità di riappropriarsi dei propri luoghi anche di fronte all’inevitabile constatazione che il genius loci non esiste più.

Ciò che era stata definita come una mutazione temporanea è invece radicale e permanente: questa modificazione del territorio in strutture satellitari è al centro del lavoro dei fotografi che hanno aderito allo slide show, rendendo disponibili i propri lavori per la proiezione. La selezione delle immagini ha risposto alla necessità di confrontare il passato con il presente e cioè mostrare come era prima del terremoto e come è oggi vivere a L’Aquila. In tale prospettiva si è scelto di mostrare fotografie dei decenni di fine XX secolo (Gianni Berengo Gardin, Sergio Maritato, Christian Nuvolone e Giorgio Stockel) quando la città era in piena attività e di mostrarle assieme a quelle scattate in questi ultimi mesi (Massimo Siragusa, Martino Lombezzi, Francesca De Rubeis, Marco D’Antonio, Antonello Mazzei, Giorgio Stockel, Marco Zanta e Antonio Di Cecco).

Una sequenza continua che non vuole rimuovere la frattura del sisma dell’aprile del 2009 ma che intende restituire un’ ideale continuità al tessuto sociale ed urbanistico de L’Aquila.