Abito, 2008

Il soggetto raffigurato è una ragazza avvolta in una tovaglia prodotta artigianalmente e ricamata a mano, legata alla tradizione del territorio abruzzese.
Le coperte come le tovaglie fanno parte della “dote”; ovvero il corredo che nella tradizione italiana, soprattutto nelle società contadine, la donna porta con se e tramanda nel tempo alle generazioni successive.
Il termine Abito è da intendersi con un duplice significato sia come capo di abbigliamento, un modo di vestire, in questo caso, volutamente, richiama l’abito musulmano, il “burka”; qui, l’abito diventa segno distintivo di una condizione femminile, ma anche inteso come “abitare”, vivere dentro un luogo, una situazione, di una condizione d’esistenza. Un luogo quotidiano dove, a livello immaginifico (ma non solo), spesso la donna viene circoscritta.
La fotografia, ritraendo il soggetto in maniera frontale, obiettiva, genera una violazione di quella condizione. La persona si trasforma in oggetto che può essere posseduto. Da fuori, si fa presa di coscienza su uno stato d’essere non percepibile dal soggetto. Ma nello stesso tempo lo sguardo del soggetto è fisso, punta all’obiettivo della macchina, quasi a rivelare la consapevolezza della propria esistenza.

Panni appesi

“Panni Appesi” è un istallazione di oltre quaranta lavori pittorici dove si narrano dei momenti di vita vissuta all’interno di un ambiente domestico.

SOUVENIR

Molte cornici di diverse dimensioni, forme e colori sono disposte su una vecchia credenza a parete nella stanza. Ogni cornice circoscrive la stessa vecchia foto adattata alle dimensioni. In sottofondo il rumore di un ambiente interno. L’istallazione vuole essere il paradosso della comune disposizione domestica di foto ricordo. L’abbondanza e la ridondanza delle cornici soprattutto l’unicità dell’immagine fotografica, sottintendono il kitsch e sottolineano, attraverso un’osservazione quotidiana del soggetto fotografato, il recupero nostalgico di un passato privato.

SENZA TITOLO

Autoritratti in acrilico vengono impressi nella stoffa. Attraverso l’uso quotidiano del tovagliolo vengono lasciati dei segni che ci appartengono. L’autoritratto dipinto sul tovagliolo ribalta le banalità di un gesto amplificandolo attraverso l’auto identificazione e l’auto riconoscimento.